Tap-tap-tap, tweet a tutta velocità

Tap-tap-tap, tweet a tutta velocità

Viviamo in un mondo dove la tecnologia sta prendendo sempre più il possesso (mai termine fu più indicato) delle nostre vite e non c’è freccia che possa invertire la direzione del progresso. Dall’hardware al software il passo è stato relativamente breve, no travelling violation. Dagli smartphone ai social network, dalla piattaforma ai contenuti, con buona pace della democrazia digitale.

Perché in fondo basta poco, 24 secondi sono più che necessari per comporre un tweet. E allora scopriamo insieme come è cambiato il suono del cinguettio, quando c’è di mezzo la palla a spicchi.

Aaron Gordon, sei tu? – risale a novembre 2017 uno dei casi più eclatanti di “qui pro quo” sui social. A meno che l’attacco non sia voluto. Aaron Gordon non è infatti solo l’ala degli Orlando Magic ma è anche il nome di un giornalista di Vice Sports, testata sportiva americana. La sua colpa? Avere le stesse credenziali della star NBA. Un diritto che i sei anni di differenza a favore del freelance non possono attribuirgli. L’hater però non si è limitato solo a questo ma ha perseguito il proprio “schema giuridico” suggerendo anche un modo legare per cambiare i connotati. Impossibile per l’Aaron giocatore tacere di fronte a una scena così surreale. Un paradosso che ricorda l’equivoco ancor più recente dei tifosi milanisti verso Nikola Kalinic, il cestista del Fenerbahce.

Il curioso caso di Bryan Colangelo – Secondo il tabloid The Ringer il proprietario dei Philadelphia 76ers, avrebbe potuto schierare un intero quintetto con i multiaccount a lui riconducibili. Stando all’inchiesta il dirigente avrebbe non solo twittato contro altri proprietari delle franchigie, ma anche contro i suoi giocatori e il suo staff, con l’unico intento di difendere il proprio operato. Nonostante il diniego del diretto interessato, non si è fatta attendere la reazione di Joel Embiid, il “twittatore per eccellenza”, con una serie di cinguettii tra il comico e l’incredulo.

Quando si dice “fan engagement” – la terza scelta di questo mini-draft è un’autentica lezione di corteggiamento. A presiederla l’onorevole Shahbaz Khan, ex social media manager dei Sacramento Kings e attualmente ai Twolves. In breve, Khan rimase colpito dalla foto di una tifosa dei “purples” e decise di utilizzarla nella campagna di comunicazione del team in avvicinamento al kick-off della stagione 2015-2016. Non era però quella la richiesta ufficiale. Era soltanto l’inizio di una lunga rincorsa culminata con la conquista dell'anello due anni dopo.

Filo diretto – in un mondo dove la Var calcistica rappresenta quasi la preistoria, è il momento di passare allo step successivo. Da circa due mesi gli arbitri NBA hanno infatti la facoltà di rispondere attraverso Twitter a tutti i tifosi seduti comodamente sul divano di casa. Si tratta solo di un esperimento, verificabile in un pacchetto di gare già definito dai vertici. Nell’epoca dei pollici facili potrebbe rivelarsi un pericoloso boomerang, ma c’è chi ha deciso già di approfittare della cosa… 
 

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