NBA Oscars tra statue, statuine e statuette

NBA Oscars tra statue, statuine e statuette


Non avete imparato a memoria la lista di tutti i premi Oscar che sono stati assegnati domenica a Los Angeles? Nessun problema, anche se non siete grandi appassionati del grande schermo, con un po’ di logica e intuizione dovreste riuscire a ricostruire più o meno tutte le 20 categorie in programma.

Troviamo quindi i premi per gli attori, le attrici, la regia, il montaggio, il documentario, il sonoro ecc. Tutto più o meno semplice insomma. E se vi dicessi che anche in NBA ci sono più o meno lo stesso numero di riconoscimenti, ci credereste? Abbiamo raccolto per voi i quattro più difficili da scovare con l’ingegno.

Twyman-Stokes Teammate of the Year Award (2013): a quanto pare esiste un premio per il compagno ideale. Per comprendere meglio cosa si intenda con il termine “ideale”, analizziamo il vissuto dei due signori a cui è intitolato il premio, Jack Twyman e Maurice Stokes.

 

Partiamo proprio dal secondo, ex professionista in NBA con la maglia dei Cincinnati Royals (gli attuali Sacramento Kings). La sua promettente carriera si interruppe bruscamente nel marzo 1958. Dopo una violenta botta con la nuca sul parquet venne rianimato prontamente, salvo poi ricadere in uno stato di coma tre giorni più tardi. Successivamente gli venne diagnosticato un danno cerebrale irreparabile, prima di spegnersi ad appena 36 anni nel 1973.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Al suo fianco durante questa battaglia ci fu proprio Jack Twyman, suo compagno, un bianco di origini irlandesi. Questa particolare amicizia fece molto scalpore, in un’epoca dove la segregazione razziale si toccava con mano quotidianamente. Pagò tutte le spese mediche e legali grazie all’organizzazione annuale di un torneo benefico a favore delle cure per Stokes. Entrambi sono oggi inseriti nella Hall of Fame.

J. Walter Kennedy Citizenship Award (1975): si tratta del riconoscimento legato in ambito CSR della Lega. È dedicato a James Walter Kennedy, dirigente sportivo ed ex commissario della NBA, che contribuì allo sviluppo del massimo campionato professionistico americano tra gli anni Sessanta e Settanta.
Benché porti il nome di un ex-figura manageriale, il premio viene consegnato di norma a un giocatore, salvo in due casi, nel 1984 e nel 1985. Tra i vincitori della statuetta troviamo nomi famosi, come LeBron James, Magic Johnson e Reggie Miller ma anche Steve Nash, Pau Gasol, JJ Barea e Vlade Divac.

NBA Lifetime Achievement Award (2017): è sostanzialmente il fratello più piccolo dei Grammy Award alla carriera. Implica quindi un grande impegno sia dentro che fuori dal campo. Bill Russell e Oscar Robertson sono attualmente gli unici vincitori del trofeo, rivali sul parquet, profondi amici fuori.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Proprio “Big O” ha dichiarato di essere rimasto stupito nel momento in cui ha ricevuto la chiamata della Lega per l’assegnazione del premio. Per lui è stato come ricucire una ferita dopo oltre 40 anni dall’introduzione della “Oscar Robertson Rule”, il primo vero step verso la free agency dei giocatori.

NBA Community Assist Award (2001): assegnato a colui che si è distinto per l’impegno a favore delle comunità, l’attività filantropica e il lavoro per il sociale, è l’unico premio mensile tra quelli in programma. Sponsorizzato da KIA, fa parte del programma “NBA Cares”, e la sua caratteristica principale è la sua targhetta, dedicata a David Robinson. Ex ufficiale dell’Aeronautica Militare, donò alla causa charity più di 11 milioni di dollari, soprattutto a favore dell’istruzione per i più giovani.

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