The New Old League: Chapter 3 - Via Lessona e parco di Trenno

The New Old League: Chapter 3 - Via Lessona e parco di Trenno

Da Quarto Oggiaro al verde alle porte della città, con la suggestione di San Siro sullo sfondo. Così termina il nostro primo giorno alla adidas Playground Milano League.

"Tanti, veramente tanti".

Appena arrivati in Via Lessona e scesi dal furgone a cui ormai ci siamo affezionati, questo è stato il primo pensiero una volta arrivati al playground dedicato al minibasket, totalmente gratuito grazie al partner Fielmann che ha deciso di affiancare il proprio marchio proprio alle attività dei più piccoli.

Guidati da Nino Petrosino (Responsabile minibasket Urania Milano) ed Elena Quattrone (Tumminelli Romana Milano), bambine e bambini hanno preso possesso del campetto con giochi, esercizi e partite che non hanno risparmiato l'elemento fondamentale di ogni minibasket che si rispetti: la confusione, magnifica perché figlia di entusiasmo, voglia di giocare, voglia di imparare e, perché no, voglia di vincere uno di quei moltissimi uno contro uno che si creano tra una corsa e l'altra. Pazienza se bisogna raccogliere qualche palla qua e là, anzi, più ne volano meglio è, vuol dire che nessuno si risparmia.

Il tutto in un contesto che mette insieme genitori-tifosi, famiglie in modalità pic nic, curiosi e gli immancabili cacciatori di gadget, all'interno di un piccolo complesso sportivo portato avanti dall'Associazione Quarto Oggiaro Vivibile.

Basterebbe guardarsi intorno, poco più in là , per essere immersi nel cemento. No, in questo caso non è una immagine malinconica perché proprio su strade come queste, sul cemento, lo Streetball assume il suo significato più intenso, sull'asfalto sono nate storie, leggende, regole e pure tradizioni.

Il nostro viaggio per la città, però, prosegue e si conclude in un contesto completamente diverso, così come era successo passando da Viale Stelvio a Via Sammarini, quindi Via Tabacchi eccetera.

Arriviamo al parco di Trenno, da dove si riesce a vedere lo stadio di San Siro, il "Meazza", la Scala del Calcio. Non solo. Lì a fianco ci sono l'Ippodromo e il PalaLido, oggi in veste rinnovata e moderna, ovvero tutto un quartiere che da sempre rappresenta il polmone sportivo milanese.

Al parco ci sono quelli che giocano a calcio e quelli che giocano a beach volley. Quelli che corrono e quelli che camminano. Quelli che si rilassano, quelli che semplicemente aspettano. E quelli che (ancora quel motivo in testa) giocano a ciò che più ci riguarda.

Prima del nostro arrivo la storia dei ragazzi dei Salvlanzdiaz, arrivati da Cento e capaci di vincere la Division Nord Under 16. E quindi? Quindi niente. Si sono rimessi in macchina e Torneranno domani per The MINALS: come si suol dire "partiti arrivati", ma per giocarsi la possibilità di vincere adidas Playground Milano League un piccolo sacrificio chilometrico che sarà mai.

Poi scatta l'ora dei "grandi", intesi i ragazzi della categoria senior, ad alzare il livello di fisicità, atletismo e durezza delle partite. Anche qui, "No Ref", non serve. "Comunità, competitività, sportività". Questi tre valori li riporta Andrea, uno dei ragazzi dello staff di PML, volendo definire il perimetro ideale dentro al quale qui al campetto tutti si muovono. Per quanto abbiamo visto ha ragione. Prove him wrong. Anzi, va bene se stiamo così.

​​​​Pietro Scibetta

TUTTI I RISULTATI DELLA PRIMA GIORNATA, QUI!

  • Playground Milano League
    The New Old League: Chapter 2 - Sammartini & Tabacchi
  • The MINALS: Chapter 1 - Slums Dunk e Basket in Carrozzina, un pieno di storie