Celebrity All-Star, un quintetto a tutto volume

Celebrity All-Star, un quintetto a tutto volume

Se ti trovi negli Stati Uniti, capisci che è arrivato febbraio dalla quantità ridotta di trending topic che fanno collassare il tuo account Twitter. No, non stiamo parlando dell’ondata di gelo più clamorosa della recente storia americana, per quanto possa paradossalmente fare più notizia di due mostri sacri come Super Bowl e NBA All-Star Game.

Gli Eventi con la “E” maiuscola, da Los Angeles a Boston è un chiacchiericcio ininterrotto, tappi per le orecchie cercasi. È la loro cultura, sono i maestri e anche i migliori, un’autocelebrazione mai ridondante e soprattutto mai fine a sé stessa, ci insegnano anche questo. Non si “vende” una partita tra stelle ma un vero e proprio show, business is everywhere.

E visto che si parla di show ci sono attori protagonisti e “comparse”, e proprio su queste ultime punteremo i riflettori, abituate comunque a essere al centro della scena. Scende sul parquet di adidas Playground Milano League il “Celebrity Team” edizione 2019.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Un post condiviso da Jcole Fan Page// FANS ONLY!!! (@realljcole) in data:

PM – Jermaine Lamarr Cole / J.Cole: è il padrone di casa, cresciuto a Fayetteville (North Carolina) dopo essersi trasferito in tenera età dalla Germania. Albero a due rami, da un lato il basket, dall’altro il rap, è il primo a risultare fragile fino a spezzarsi. Amante dei singoli piuttosto che del collettivo, da “Penny” Hardaway, passando per Kobe fino alla “kappa” di Kemba Walker, proprio a Charlotte, la città che l’ha adottato. Torna sul parquet dopo l’All-Star Celebrity del 2012, dove mise in mostra qualità atletiche interessanti.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Un post condiviso da Migo Dynasty (@migodynasty) in data:

G – Quavious Keyate Marsgall / Quavo: il rapper dei Migos non sarà fisicamente presente allo Spectrum Center, ma una sua esclusione dal quintetto base farebbe probabilmente più scalpore di quella già eccellente di Luka Doncic. Fresco del titolo di MVP nell’ultimo All-Star Celebrity, dove ha realizzato 19 punti, è un grande fan degli Atlanta Hawks, i quali gli avrebbero proposto un contratto di dieci giorni, successivamente rifiutato.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Un post condiviso da krypton (@houseof_l_krypton) in data:

AP – Robert Rihmeek Williams / Meek Mill: se per molti l’apparizione durante l’All-Star Game è un sogno, per lui rappresenta invece la completa redenzione. Accusato nel marzo del 2017 di lesioni aggravate, venne arrestato a novembre per aver violato la libertà vigilata. Scarcerato il 24 aprile 2018, andò immediatamente a vedere i “suoi” Sixers, a cui è legato da un rapporto fraterno con i giocatori. Sarà lui a presentare i quintetti delle due squadre.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Un post condiviso da chance the rapper fanpage ️ (@chanodebate) in data:

AG – Chancelor Bennett / Chance the Rapper: ormai la sua presenza è più fissa di quella di LeBron. Legatissimo all’ex-presidente Obama, batte bandiera dei Bulls, ma il suo rapporto con l’NBA è molto più ampio. Ha infatti collaborato a numerosi commercial sia della stagione regolare che dei playoff, oltre alla realizzazione del documentario “Shot in the Dark”, co-prodotto da Dwyane Wade.
C – Anthony Hamilton: una voce familiare scandirà le note di “The Star-Spangled Banner”, l’inno nazionale americano. Il celebre cantautore non è nuovo a questo genere di interpretazioni canore, dopo aver presenziato al “FedEx Center” di Memphis per la celebrazione del Martin Luther King Day, lo scorso 21 gennaio.
RISERVA – Carly Rae Jepsen: pare che gli organizzatori si trovassero in difficoltà nel selezionare la guest star femminile. Poi, all’improvviso, scatta la scintilla. “Call me maybe” diventa il mantra verso la salvezza, lei risponde, è fatta. La giovane cantautrice canadese scandirà l’inno della foglia d’acero in quello che è ufficialmente il suo primo contatto con il mondo della pallacanestro, dopo che col baseball avrebbe fatto meglio a tenere il telefono staccato.
 

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