The New Old League: Chapter 2 - Sammartini & Tabacchi

The New Old League: Chapter 2 - Sammartini & Tabacchi

Cuocersi sotto il sole tra il cemento di fianco alla Centrale o prendersi il fresco e la pace del Parco della Resistenza. Nel pomeriggio, Milano ci offre altri suoi modi di essere: caotica, pacifica, moderna, tradizionale, frenetica, silenziosa.

I Playground a Milano sono più di 170, ognuno con la sua storia.

Quello di via Sammartini, dove abbiamo visto all'opera le ragazze categoria Junior, costeggia i binari della Stazione Centrale, con la caratteristica di non avere alcun tipo di riparo. Il sole picchia, e te lo prendi tutto.

Campetto gestito dal Comitato Parcheggio Sammartini, e frequentatissimo dalla comunità filippina. Chi conosce un  po' di basket e in particolare di Streetball sa bene che questa informazione non è banale.

Storico è anche il campetto di Via Tabacchi, dove uno dei due campi disponibili è stato allestito per la adidas Playground Milano League, l'altro è rimasto a disposizione del pubblico. Per giocare a basket? Anche. Oppure a tennis, con una improvvisata e privatissima lezione tra amici. Lo swing non era male.

Questo di Via Tabacchi è uno dei campetti storici della zona sud di Milano, da sempre uno dei campi della Division Sud di adidas Playground Milano League, ed è da qui che ha iniziato il suo giro Germano Lanzoni, per l'occasione meno imbruttito del solito ma sempre con l'inconfondibile stile che lo ha reso celebre sui social e non solo (oppure, per i tifosi rossoneri, la voce che annuncia l'immancabile "benvenuti nella casa del Milan"), prima di dirigersi sugli altri campi di Quarto Oggiaro e parco di Trenno.

Nel frattempo cominciano ad arrivare i primi verdetti, le prime "polemiche" (più che garbate, generalmente riferite al genitore/accompagnatore di turno), verso il grande evento di The MINALS, che andranno a incoronare vincitrici e vincitori di ogni categoria.

Arrivano anche incitamenti, piccole frustrazioni, scarpe che strusciano sulla terra attorno al campo per salvare improbabili possessi, il suono dei palleggi che detta il tempo anziché il beat della musica sparata dalle casse.

Questo perché, per una volta, la cassa non funziona. Allerta anti boomer: non è meglio così, perché la musica dello streetball è esattamente quella che viene definita "robaccia" dai grandi nostalgici del mondo che fu.

Come scritto in precedenza, ogni posto, ogni gioco, ogni contesto ha la propria cultura, quindi la propria musica. Ogni musica, a sua volta, ha un suo teatro ideale: il campetto vuole ritmo, energia, intensità e, perché no, pure un pizzico di cattiveria.

Perché lo Streetball ha regole proprie, e una di queste è essere duri ma soprattutto corretti nello spirito del gioco. "No ref", niente arbitri, perché il rispetto si misura anche così: ammettendo un proprio errore, anche quando può costare una vittoria.

Pietro Scibetta

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