"UNDICI PLAYGROUND", Episodio 7 - Flashback dal sottosopra

"UNDICI PLAYGROUND", Episodio 7 - Flashback dal sottosopra

C’è chi è passato per 5 minuti ed è rimasto fino a tarda sera, c’è chi ha pensato di fermarsi a salutare un amico e ha subito il fascino del playground, c’è chi è uscito di casa dicendo “Vado a vedere Murray” e ha capito che lo spettacolo andava molto oltre.

Quando ti avvicini a The MINALS entri in una dimensione parallela e cambi l’ordine delle tue priorità.

Per quello anche adesso, a distanza di mesi, le emozioni vissute riemergono in maniera prepotente e si conferma la sensazione nitida di un evento che è entrato sotto pelle a moltissime persone. Non solo quelle che avete visto in copertina, quelle che hanno alzato le braccia al cielo o gli organizzatori. Ma anche e soprattutto chi si è sbattuto mettendoci muscoli e disponibilità, facendo orari impossibili e risolvendo i problemi che, puntuali, arrivano sempre quando meno te lo aspetti.

A partire dal panico del giorno prima, quando è iniziato l’allestimento.

Tutto sembrava procedere per il meglio finché il classico temporale estivo ha sferzato tutta Milano.
Inutile nascondere che la preoccupazione fosse parecchia, sia per la tenuta del campo sia per la possibilità di riuscire a piazzare i gazebo nella giornata di giovedì. Si sarebbe trovata una soluzione lo stesso ma il meteo per fortuna il giorno dopo è stato clemente e non ha annacquato la grande festa.

Il sole ha accolto il 4 luglio, i preparativi sono stati frenetici ma tutto era in ordine al momento dell’arrivo dei primi ragazzi, intorno alle 13.30. Il playground della Darsena (tra il mercato comunale e Piazza XXIV Maggio), firmato Mondo e certificato ufficialmente FIBA, era esattamente come tutti se lo erano immaginato: magico. Il coinvolgimento delle persone è stato un elemento decisivo e in questo è stato magistrale l’impatto di Germano Lanzoni insieme a Lorenzo “Pinci” Pinciroli e Otto Goodz dei DaMove.

Una festa sì, ma senza mai trascurare l’aspetto agonistico. La posta in palio era alta, si capiva dagli sguardi concentrati dei protagonisti e sin dai primi tiri si è percepita in maniera netta l’adrenalina tipica delle sfide importanti. Ci sono stati momenti di grande intensità, contatti duri ma senza che questo andasse oltre il limite. Dalle 16 fino a mezzanotte inoltrata: più di 8 ore senza sosta, un inno di una città che ama visceralmente la pallacanestro.

Caduta l’ultima goccia di sudore, la gente si allontana, le luci si spengono gradualmente e rimane una soddisfazione immensa. “È stato lunghissimo, è stato bellissimo, in una location fantastica - spiega a notte fonda Paolo Avantaggiato ai microfoni di Pietro Colnago di Skysport: "Sono contento che il Comune abbia accettato la nostra proposta di giocare nel cuore di Milano. Devo dire grazie a una squadra fantastica di amici e professionisti. Abbiamo coinvolto quasi 800 ragazzi che hanno giocato contemporaneamente, il secondo anno è stato un gran successo”.

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