Vis a Vis, le interviste agli MVP: Anna Capra

Vis a Vis, le interviste agli MVP: Anna Capra

Una produzione adidas PML scritta da Michele Gazzetti

Anna Capra, classe 2003, è stata la dominatrice del torneo Junior Femminile dell’adidas Playground Milano League sia nella prima edizione, con il Mix Team, che nella seconda edizione con l’Ice Team.
Il suo entusiasmo contagioso è l’emblema dello spirito dell’evento e nel riavvolgere il nastro della sua esperienza trasmette ancora grande energia. «Grazie a questi tornei mi sono divertita tantissimo, ho riscoperto alcune amicizie – spiega la vincitrice del premio Mvp dell’All Star Game, scandendo le parole come se stesse rivivendo nuovamente un momento magico -. Abbiamo formato la squadra più per amicizia che per altre motivazioni. Non pensavamo a dover vincere  per forza ma a stare bene insieme».

Il primo anno eri convinta di poter vincere?

«No, anche se alla fine le abbiamo vinte tutte. Ma per esempio nella semifinale contro Costa Masnaga, dove giocano molte mie amiche, abbiamo fatto una partita strepitosa, altrimenti ci avrebbero sconfitto perché erano bravissime. Il secondo anno me lo aspettavo di vincere, conoscevo meglio le avversarie e sapevo le nostre potenzialità».

Qual è il primo ricordo che ti viene in mente della tua esperienza alla adidas Playground Milano League?

«La felicità nei ragazzini più piccoli nel vedere i più grandi giocare. E poi l’impegno dello staff per creare una cosa così bella. Ci hanno messo tantissima passione e competenza».

Preferisci il 5 contro 5 al chiuso o il 3 contro 3 all’aperto?

«Sono molto combattuta… All’aperto direi, il 3x3 mi è sempre piaciuto. E’ più divertente e la responsabilità è quasi sempre individuale».

Come nasce la passione per il basket?

«Me l’ha trasmessa mio fratello. Seguivo tutte le sue partite e nell’intervallo entravo in campo a palleggiare con la mia palla. Poi mi portava sempre al campetto a giocare. Il più bravo della famiglia? E’ più grande, quindi direi lui».

Com’è il rapporto fra di voi?

«E’ contento dei progressi che sto facendo ma c’è grande competizione. Passiamo le ore a dire: “Io tiro meglio, io difendo di più, eccetera”. Uno contro uno? Fisicamente vince lui, tecnicamente io. Lui è un play, io sono una guardia che sta cercando di diventare un play».

Quali sono le tue caratteristiche come giocatrice?

«Tiro molto bene da 3, soprattutto sugli scarichi. E poi mi piace moltissimo prendere l’ultimo tiro, quello della possibile vittoria. In difesa, devo dire la verità, dovrei migliorare molto: non sono molto brava. A livello di energie devo trovare l’equilibrio giusto tra attacco e difesa. Da quando ho assaggiato la Serie A a Broni ho dovuto concentrarmi di più sulla difesa e dare un po’ meno sul fronte offensivo».

Ti piace vedere il basket in tv?

«Sì, sono proprio un’appassionata. Anche se non vedo tanto l’Nba o il basket maschile. Vedo soprattutto basket femminile e mi piace un sacco. Da piccola pensavo non fosse allo stesso livello della maschile e invece non è così: c’è un sacco di lavoro dietro ogni ragazza».

Cosa diresti a chi snobba il basket femminile?

«Purtroppo lo sento dire molto spesso. Ma è gente che non è informata. E questo discorso riguarda tutti gli sport, anche il calcio per esempio. Siamo in una società in cui il genere femminile è sempre sottovalutato».

Il basket lo vedi già come una professione o hai un piano B?

«Spero di sì, l’alternativa sarebbe fare la fisioterapista o la personal trainer. Due estati fa mi sono allenata con Francesca Zara ed Enrica Pavia, due giocatrici che hanno una loro palestra a Pavia. Mi piace il loro spirito, lì mi sono appassionata e adesso non uscirei mai da una palestra. Se potessi rimarrei lì anche a dormire».

Tra gli obiettivi c’è anche la Nazionale?

«Sicuramente, lo è sempre stato. Quando non mi hanno convocato l’anno scorso ci sono rimasta male ma non mi sono abbattuta, anzi. L’ho preso come stimolo per migliorare. Da quando sono piccola sogno la maglia azzurra. Alla fine me ne hanno regalata una, ma non vale, ci voglio giocare davvero. La prima maglia azzurra vera la regalerei ai miei genitori che sono stati bravissimi a supportarmi sempre, anche nei momenti duri».

Ti pesano i sacrifici che devi fare per il basket?

«Da piccolina mi pesava, rinunciavo a tutti i compleanni e alle uscite. Ora no, so cosa voglio e so che se voglio diventare una giocatrice forte devo fare delle rinunce. Le amicizie si fanno anche in campo».

Quali sono i tuoi modelli nel mondo del basket?

«La mia giocatrice preferite è Giorgia Sottana. Ogni volta che tiro da 3 mi viene sempre in mente lei, il suo modo di tirare. Nel 3x3 invece ammiro tantissimo Rae Lin D'Alie, è un fenomeno.
Tra gli uomini invece Stephen Curry
».

Cosa è per te il basket?

«E’ davvero tutto. Con il basket ho fatto esperienza, amicizie. E mi ha aiutato a essere più responsabile. Senza il basket non sarei quello che sono».

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