A tu per tu con Francesco Tadini fondatore di photomilano

A tu per tu con Francesco Tadini fondatore di photomilano

Il nostro #StreetArtPhotoContest, ha un importante partner: la Casa Museo Spazio Tadini, una delle case museo della città di Milano in seno al circuito www.storiemilanesi.org che raccoglie 15 luoghi dedicati a personaggi che hanno dato un contributo artistico e culturale storico. Spazio Tadini è consacrato a uno dei più significativi pittori e scrittori milanesi del ‘900: Emilio Tadini. E' luogo di mostre, eventi e spettacoli dove sono passati grandi nomi (uno su tutti, Dario Fo) e, soprattutto, centinaia di artisti e fotografi giovani ed emergenti. Abbiamo fatto una piacevolissima (e davvero istruttiva) chiacchierata con Francesco Tadini.

La  Casa Museo Spazio Tadini nasce nel 2002 grazie a Francesco Tadini e alla giornalista Melina Scalise. Dopo la morte del padre, è stato unito il suo studio e la vecchia tipografia a lato, da cui ha preso forma il Museo, che inizialmente ha ospitato le opere e comprende tutt’ora, l’archivio letterario di Emilio Tadini.

La missione (che si lega al concetto del genius loci rappresentato da Emilio), diventa fin da subito il concept dello spazio espositivo. Pittore, letterato, poeta, giornalista e amante della sua Milano, unico nella sua ecletticità che lo ha portato ad essere una grande firma del Corriere della Sera (prendendo la staffetta da Testori), come teorico dell'arte.

Uno dei suoi libri “L’occhio della pittura”, è diventato un caposaldo della letteratura critica del ‘900: la magia letteraria, di come il suo occhio sia riuscito a trasmettere le basi di una visione d’arte concettualmente innovativa, è ciò che lo ha reso un must. L’opera d’arte deve essere scomposta nei suoi minimi dettagli per essere apprezzata nel suo concetto di insieme; senza perdere il significato del mondo che racconta.

La bellezza della Casa Museo non si ferma solo al ricordo di Emilio, ma cresce velocemente fino a dover coprire il panorama artistico immenso che vive in questo periodo storico, tanto da porre all’attenzione degli utenti, anche il teatro attraverso la danza con il supporto di Federicapaola Capecchi che diventa socia: come coreografa unisce spettacolo e mostre.

La Casa Museo si prefigge l’idea, da sempre, di essere non “soltanto” una galleria d’arte, bensì un luogo che promuove l’arte e la cultura nella sua visione di insieme.

Senza fermarsi solo al passato, ma viaggiando a lato del presente dove l’uomo ricerca la sua individualità (ormai spesso persa), nell’evoluzione di quel passato stesso che in alcune cose viene a mancare. Lo stato embrionale che si sviluppa e cresce nella metropoli, trova spazio al suo interno, in un contesto di unione perenne.

Qui è dove il contemporaneo si fonde con la nostra storia.

Quando cerchiamo di capire come Francesco (regista di teatro e di televisione, autore televisivo di programmi di attualità e d’informazione come La macchina del Tempo, pubblicitario ed esperto in comunicazione, pubblicità e realizzazione eventi. Autore di testi per l’arte), riesca a trovare il tempo per la passione per l’arte, capiamo fin da subito che semplicemente (e prima di tutto), non è un uomo pigro.

Sfruttare ogni momento disponibile per ammirare, imparare e vivere tutto ciò che è arte sembra essere il suo punto di forza: non è un fotografo professionista, ma un appassionato “particolare”, sì: uno di quegli appassionati che osserva, ragiona, studia, ama ciò che vede, e che a volte ci prova a renderla sua.

Superare l’immaginazione con delle epifanie quotidiane resta ciò che rende unico uno scatto e che un occhio esperto cattura nell’unicità di quell’attimo.

Playground Milano League stessa, in fondo, nasce dall’identità di un' imperfezione: il campetto è il luogo dove chiunque ha la possibilità di seguire una passione e di giocare. Bravo, meno bravo, ricco, meno ricco. I luoghi pubblici diventano tali per l’appropriazione che se ne fa, non di certo per delle leggi. Nonostante il continuo evolversi delle città, ci sono luoghi che restano capanne dove ritrovare sè stessi e le proprie individualità e identità.

Sarebbe bello capire cosa significa per un giovane avere uno spazio espositivo così importante a disposizione, ma forse si dovrebbe chiedere quanto sarebbe importante avere la possibilità di avere un luogo dove divertire, coinvolgere, stimolare i giovani di oggi, nell’essere presenti fisicamente e non solo sui social, in modo contemporaneo.

E crediamo che questo sia il vero successo. Spazio Tadini nasce con questa idea: esiste una cucina vera e propria, che viene usata a volte per fare degli incontri con tutte le persone che sono coinvolte nel seguirci online. L’incontro effettivo è quella parte in più che unisce i due mondi differenti.

Quando saranno esposte le foto vincitrici dello Street Art Contest, nella sala a fianco vi sarà una mostra che racconta l’evoluzione della Street Art negli ultimi anni, in modo da tenere un filo conduttore tra le due cose. Sarà un percorso creativo di crescita.

L’arte è il vero cambiamento. E il cambiamento reale è quello in cui gli attori protagonisti sono le persone stesse.

Parlando di Milano e dei suoi lati nascosti, si evince che la fotografia emozionale, si sta indirizzando verso le persone e la loro trasformazione, che si aggiorna in contemporanea. Una simbiosi naturale che permette di vivere a pieno le città in cui vivi. Lo stile di una bella foto è la traduzione visiva che diventa fruibile dagli altri.

Un anno fa, inoltre, è stato creato un gruppo su Facebook che si chiama PhotoMilano, con due idee precise: la prima è la Milano (che non si limita agli spazi definiti dai contorni geografici cittadini) e la seconda è la dimensione dell’incontro. Nascere sui social per trovarsi dal vivo e guardarsi in faccia, confrontarsi e conoscersi non solo sul web. Un circolo fotografico dove le persone sono al centro dell’arte. 

Saranno proprio i fotografi di PhotoMilano a immortalare le fasi di Playground Milano League.

Umberto Eco ha detto di Emilio: “uno scrittore che dipinge, un pittore che scrive”. E non troviamo frase migliore per raccontare cos’è la Casa Museo Spazio Tadini.

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