"UNDICI PLAYGROUND", Episodio 6 - Jamal, mi ricevi?

"UNDICI PLAYGROUND", Episodio 6 - Jamal, mi ricevi?

Jamal Murray ha solo 22 anni ma è già uno degli architravi dell’Nba.

Il merito va ascritto alla sua incredibile capacità di segnare in tantissimi modi, cosa che lo rende certamente uno degli attaccanti più pericolosi della Nba. Con Nikola Jokic forma un asse play-pivot tra i più temibili al mondo e l’impressione che i due siano ancora ben al di sotto delle proprie possibilità.

I Denver Nuggets ci credono, altrimenti non avrebbero firmato in estate una mega-estensione quinquennale di contratto da 169,7 milioni di dollari.

Ma qual è il segretto del grande impatto che ha avuto Murray in Nba?
Forse il kung fu… Nel suo rituale pre partita infatti c’è la pratica di quest’arte marziale che ha iniziato a fare sin da piccolo grazie all’influenza del padre Roger.

Kung fu ma non solo.
Infatti viene abbinato alla meditazione sia alla vigilia che subito dopo ogni sfida. Fa parte della routine, consente a Jamal di rilassarsi. Grazie a queste pratiche ora viaggia solo a 34 battiti al minuto in situazione di riposo. Fate una prova, contate i battiti del vostro cuore per capire la differenza.
Difficilmente sarete sotto i 60…

Il suo soprannome dai tempi dell’università è “blue arrow”, la freccia blu.
Deriva dall’esultanza con l’arco dopo una tripla a segno. Quando il playmaker canadese si è presentato in Darsena ha fatto centro nei cuori di tutti gli appassionati perché non si è atteggiato da superstar ma è sceso in campo come se fosse uno tra i tanti protagonisti del playground.

Bellissima la sfida con Aradori denominata “rooftop challenge”: hanno cercato di fare canestro dall’alto della struttura che dominava il campo e, pur non essendoci riusciti, hanno scatenato l’entusiasmo dei ragazzi presenti.

Jamal poi ha provato a giocare anche su una carrozzina insieme agli atleti della Briantea84, ha firmato centinaia di autografi, si è lasciato coinvolgere dagli altri ballers presenti.

40 ragazzi, selezionati in precedenza, al termine di un percorso hanno avuto la fortuna di farsi servire l’assist vincente da Jamal.
Roba da raccontare ai nipotini: “Sai che un giorno ho segnato su passaggio di un giocatore Nba?”.

Nessuno si dimenticherà facilmente la serata con Jamal, campione di disponibilità a 360°.

Giocare 3 contro 3 ha aiutato molto la mia carriera – ha dichiarato Murray ai microfoni di Pietro Colnago di SkySport -. Mi ha aiutato nell’uno contro uno e nella lettura degli spazi. Il 3 contro 3 diventa spesso 1 contro 1 e ti permette di trovare le soluzioni giuste in ogni situazione. Credo sia un’esperienza che ogni giocatore debba fare almeno una volta nella vita”.

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